giovedì, 24 luglio 2008

Celtic Woman

Le Celtic Woman sono un gruppo di sei ragazze Irlandesi: le cantanti Chloë Agnew, Órla Fallon, Lynn Hilary, Lisa Kelly, Alex Sharpe, e la suonatrice di fiddle Máiréad Nesbitt, a cui si è aggiunta nel 2006 la neozelandese Hayley Westenra. Il repertorio del gruppo spazia dalla musica celtica alle canzoni moderne. Ad oggi, hanno pubblicato tre album, di cui esistono anche le versioni Dvd - "Celtic Woman", "Celtic Woman: A Christmas Celebration" e "Celtic Woman: A New Journey" - e hanno intrapreso un grano numero di tour mondiali.
I membri dell'originale conformazione del gruppo sono Chloë Agnew, Órla Fallon, Lisa Kelly, Méav Ní Mhaolchatha, e Máiréad Nesbitt. Quando Méav rimane incinta nel 2005, Deirdre Shannon prende il suo posto nel tour, allontanandosi poi dal gruppo nel Febbraio del 2006 e facendo quindi rientrare Méav, in tempo per registrare A New Journey e partire in tournée.
Il secondo cambiamento è annunciato il 6 Settembre 2006, quando si annuncia che la neozelandese Hayley Westenra è entrata ufficialmente a far parte delle Celtic Woman il 24 Agosto.
Il 20 Agosto 2007 è annunciato che Méav avrebbe preso una pausa permanente dalle Celtic Woman per concentrarsi sulla sua carriera da solista. La cantante scelta per sostituirla, Lynn Hilary, appare per la prima volta il 10 Ottobre 2007 a Estero, in Florida.
Nel Dicembre 2007 Lisa annuncia di aspettare un figlio per il 2008, perciò abbandona momentanealmente il gruppo, venendo sostituita da Alex Sharpe durante il tour per A New Journey.
Quando si chiede se le ragazze vadano d'accordo, Lisa Kelly risponde "Andiamo d'accordo perché siamo molto differenti. Chloe Agnew è moderna, Méav Ni Mhaolchatha è razionale, Orla Fallon è angelica e Mairead Nesbitt è energica."

Sito ufficiale: www celticwoman.com

"A New Journey", l'ultimo album del gruppo, è stato rilasciato anche in dvd: clicca qui per vedere alcuni video tratti dal dvd della performance dal vivo a Slane Castle, Irlanda.

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giovedì, 13 marzo 2008

Circle of Friends (Amiche).

Bernadette (Benny), Eve e Nan sono tre amiche d'infanzia, si conoscono sin da bambine, ma all'età di 10 anni Nan si trasferisce con la famiglia a Dublino, mentre Benny e Eve rimangono nel loro piccolo paesino di Knockglen. Benny Hogan è figlia di Dan, un commerciante di abiti il cui negozio però non va a gonfie vele; Eve Malone, figlia segreta della ricca famiglia Westward, è orfana ed è stata allevata dalle suore le quali le hanno già riservato un piccolo cottage nella tenuta del convento per quando sarà adulta; Nan Mahon è figlia di una famiglia proletaria ma che ripone in lei fiducia e speranze di un futuro grandioso. Al compimento della maggiore età le due ragazze di paese si iscrivono all'università di Dublino e qui ritrovano Nan, le tre amiche d'infanzia sono di nuovo insieme. Studiano insieme, escono insieme, ma non possono vivere insieme. Benny, infatti, è costretta tutti i giorni a viaggiare in autobus tra Knockglen e Dublino perchè i suoi genitori non vedono di buon occhio che una giovane ragazza viva in una grande città. Nella stessa università studiano anche dei giovani ragazzi. Eve conosce il tranquillo Aidan Lynch, mentre Nan punta in alto e comincia a girare intorno al maturo Simon Westward, di circa 15 anni più grande di lei e futuro erede della famiglia protestante. Benny si innamora di Jack Foley, figlio di un dottore. I genitori di Benny, però, la vorrebbero in sposa a Sean Walsh, il giovane commesso e socio in affari del padre, un essere viscido e dagli atteggiamenti che Benny stessa definisce "da rettile" e che sospetta sia la causa dei pessimi affari del negozio. Sean corteggia Benny in ogni modo, ma Benny gli fa intendere chiaramente che il suo cuore è già impegnato senza però rivelare il nome del ragazzo.
Sean decide di indagare sull'identità del misterioso rivale in amore, ed una sera, per puro caso, si avvicina al cottage di Eve nel quale però, dalle finestre, vede una coppia di persone, che lui non conosce, in atteggiamenti inequivocabili.
Il padre di Benny, intanto, vive in una situazione di crescente ansia, tra la figlia che pretende la sua libertà e gli affari del negozio che inspiegabilmente vanno sempre peggio. E una mattina, in preda a questi tormenti, viene colpito da un infarto e muore in negozio. Al suo funerale ci sono tutti, comprese le due amiche di Benny. Sean riconosce in Nan una delle due persone intraviste nel cottage e si lascia sfuggire qualche dettaglio in presenza di Eve. A causa della morte del padre Benny dovrà sospendere gli studi all'università per dedicarsi temporaneamente alla gestione del negozio, gomito a gomito con Sean, il quale non aspettava altro. Benny non potrà più vedere Jack per tutto questo tempo e i due ne soffrono molto, ma si promettono fedeltà.
Nel frattempo Nan scopre di essere incinta di Simon, gravidanza tra l'altro ottenuta con l'inganno, e lo informa di essere disposta a sposarlo, ma Simon si dimostra completamente disinteressato e le offre un lauto assegno per coprire le spese per l'aborto. Nan, da fervente cattolica, non può accettare questa decisione che rappresenta un peccato mortale ed è disperata. Coglie l'occasione della lontananza di Benny per sedurre il povero Jack che, ubriaco dopo una festa, cede alla sua femminilità. In questo modo Nan riesce a far passare il bimbo che ha in grembo come figlio di Jack, convincere quest'ultimo a sposarla e salvare reputazione e onore. Benny intanto può finalmente ritornare all'università ed è al settimo cielo al pensiero che potrà rivedere il suo Jack. I due si incontrano ma la notizia che Jack le dà è una doccia fredda. Benny non lo vuole più vedere!
Eve organizza una festa nel suo cottage ed invita anche Nan e Jack, ma Eve ha ben altre intenzioni e presa da parte Nan le racconta di aver scoperto il suo sporco trucco di incastrare Jack per il figlio di Simon. Nel litigio Nan si ferisce gravemente e per lo shock perde il bambino. Dopo questo incidente Nan lascerà Jack e si trasferirà in Gran Bretagna. In seguito Benny riuscirà finalmente a dimostrare che Sean stava imbrogliando suo padre e lo caccerà dal negozio. Jack torna da lei per chiederle perdono e cercare di ricomporre la loro relazione, alla fine i due si riconcilieranno.
 
Il film è tratto dall'omonimo romanzo del 1990 della scrittrice irlandese Maeve Binchy ed è un simpatico affresco della società dell'isola negli anni '50. L'impronta cattolica dell'educazione dei giovani del film è tangibile nei loro atteggiamenti e nei frenetici quanto timidi tentativi di approcci amorosi. Inoltre l'influenza della religione cattolica guida scelte e decisioni di buona parte della popolazione, sia giovane che adulta. Questa sensazione di un controllo religioso superiore è ancora avvertibile in alcune zone rurali d'Irlanda. Il cast sembra ben equilibrato anche se forse Chris O'Donnell nel ruolo di Jack sembra un po' compresso. Alan Cumming nel ruolo del viscido Sean appare esageratamente caricaturale, anche se molto probabilmente era necessaria un'interpretazione così marcata e a tratti forzata per rendere l'idea della sua meschinità. I temi principali del film sono l'amicizia, l'adoloscenza, i primi amori e la scoperta della sessualità; il tradimento, ravvisabile sia nel comportamento di Nan verso Jack e Benny, sia di Sean nei confronti del suo datore di lavoro; la religione che regola la società.
Circle of Friends è stato girato negli incantevoli e romantici villaggi di Inistioge e Thomastown in contea di Kilkenny. Sono due incantevoli villaggi che, anche ai giorni nostri, hanno conservato un aspetto antico e bucolico, come quasi tutti i villaggi sulle rive del fiume Nore. Un film decisamente poco impegnativo e per tutti.

 Circle of Friends
Titolo:               Circle of Friends
Anno:                1995
Durata:             102 minuti
Genere:             Romantico
Regia:               Pat O'Connor
Produzione:       Lantana
Aspetto:            1.85:1
Audio:               Dolby Stereo 5.1

Jack Foley.................Chris O'Donnell
Bernadette Hogan......Minnie Driver
Eve Malone...............Geraldine O'Rawe
Nan Mahon................Saffron Burrows
Sean Walsh...............Alan Cumming
Simon Westward.........Colin Firth
Aidan Lynch...............Aidan Gillen
Dan Hogan................Mick Lally

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martedì, 19 febbraio 2008

Il Segreto di Roan Inish

Dopo la morte della madre, la piccola Fiona, bambina di 10 anni, si trova a vivere con suo padre Jim che però passa le sue giornate tra lavoro e pub e non riesce a garantirle una vita decente. Egli decide quindi di mandare la figlia a vivere con i nonni materni in un piccolo villaggio di pescatori della costa nord-occidentale irlandese. Qui, con i nonni Hugh e Tess, vive il cugino Eamon di 13 anni. Il nonno e Eamon cominciano a raccontare a Fiona di quando tutta la famiglia viveva sull'isola di Roan Inish (in irlandese Rón Inis significa Isola delle Foche), l'isola dove lei stessa è nata e che vede dalla finestra della casa dei nonni. Quando la famiglia dovette lasciare l'isola 4 anni prima a causa della seconda guerra mondiale e della conseguente crisi, la culla con il piccolo Jamie, fratello minore di Fiona, per una disgrazia venne trascinata via dal mare e mai più ritrovata. Eamon, di nascosto dai nonni, racconta a Fiona che, durante le sue uscite per la pesca, ha più volte visto il piccolo Jamie girare intorno all'isola nella sua culla. Una mattina il nonno e Eamon portano Fiona in barca con loro e mentre loro posano le ceste per i gamberi, Fiona è libera di girare su Roan Inish e visitare le vecchie case di famiglia ora in rovina. In una di queste trova tracce di un recente passaggio e sulla spiaggia vede delle piccole orme di piedi. Racconta la sua esperienza al nonno e a Eamon una volta rientrati a casa, ma non viene creduta. Un pomeriggio, mentre è in giro per il villaggio di pescatori insieme alla nonna, Fiona incontra un altro suo cugino, Tadhg che le racconta l'intera storia della sua famiglia e di come un lontanissimo antenato, Liam, prese in moglie una Selkie. Le Selkie sono esseri metà donna e metà foca. Se si ruba loro la pelle di foca mentre sono addormentate sulle rocce, si può avere potere su di loro. Ed infatti Liam aveva rubato la pelle alla sua Selkie dai lunghi capelli neri così che potesse prenderla in sposa. La Selkie diede a Liam molti figli, ma era infelice e sognava il suo mare al quale era stata strappata. Un giorno, mentre Liam era in mare per la pesca, la Selkie ritrovò la pelle che le era stata rubata e, indossatala, fuggì per sempre in mare abbandonando Liam e i suoi figli. Da allora ogni tanto in famiglia un erede nasce con i capelli neri della Selkie, esattamente come Tadhg. Fiona ritorna sull'isola di Roan Inish e incontra un bambino con i capelli neri che raccoglie fiori in un campo. Capisce che quel bambino è Jamie, il fratellino portato via dalle onde 4 anni prima e scopre che le foche dell'isola lo hanno cresciuto e accudito. Il bambino, impaurito, fugge e quando Fiona torna a casa e racconta di nuovo tutto al nonno e a Eamon viene ritenuta visionaria. Nel frattempo i nonni ricevono lo sfratto dal padrone di casa e il loro destino è incerto. Il nonno vive per il mare e allontanarlo da quel luogo, dopo aver già lasciato in passato Roan Inish, vuol dire condannarlo a morte. Fiona coglie l'occasione per riportare tutta la famiglia a Roan Inish. Di nascosto, insieme a suo cugino Eamon, giorno per giorno ristruttura le vecchie case sull'isola. E riuscirà a convincere i nonni a tornare al luogo natio in una sera in cui il cielo preannuncia tempesta. Una volta giunti sull'isola e acceso il caminetto nella vecchia casa di famiglia, ora nuovamente accogliente, vedono una piccola culla mossa dalle onde del mare in burrasca. Tutti quanti, a questo punto, si convincono che quello sia davvero Jamie e corrono fuori per salvarlo mentre la culla tocca riva. Il piccolo cerca di riprendere il mare per fuggire, ma le foche decidono che è ora che Jamie ritorni finalmente alla sua famiglia e gli sbarrano la strada verso le onde. Una delle foche saluterà i cinque prima di tornare in acqua con le sue compagne. Forse è la Selkie da cui tutti loro discendono?

Il film, ambientato nel 1946, subito dopo il secondo conflitto mondiale, è stato tratto dal libro "The Secret of Ron Mor Skerry" (1957) della scrittrice canadese Rosalie K. Fry. Il regista americano John Sayles è riuscito a ricreare un ambiente fiabesco mostrando il mondo dal punto di vista di una bambina e realizzando un film assolutamente piacevole per spettatori di ogni età, un film che, se seguito con la giusta sensibilità, può anche strappare una lacrima di commozione per il finale romantico. Ma non bisogna credere che sia una semplice fiaba, bensì bisogna vederlo come la storia di una bambina che riscopre la storia della sua famiglia e decide di tornare dove tutto è cominciato. Il film ritrae un'Irlanda da secondo dopoguerra, e la tradizione tipicamente irlandese di raccontare storie a cavallo tra fantasia e realtà è ben avvertibile in tutto il film. 
La pellicola è condita da una colonna sonora davvero molto bella firmata da Mason Daring e da una fotografia mozzafiato, merito sia del direttore della fotografia Haskell Wexler che dello struggente e ruvido paesaggio costiero della zona di Rosbeg e Portnoo, nella contea di Donegal. A parte il nonno di Fiona, tutti gli altri attori sono principianti. Fiona e Eamon erano addirittura alla loro prima esperienza cinematografica. Una grossa parte di merito va anche agli addestratori di gabbiani e di foche che con i loro animali hanno contribuito a creare un fantastico legame tra il mare e Fiona. Con un budget di soli 3 milioni di dollari è stato fatto davvero un piccolo capolavoro.
Coloro che, come me, hanno avuto la fortuna di vedere i luoghi delle location dal vivo, non potranno non sentire un enorme 
senso di nostalgia e un richiamo verso quei luoghi pari, forse, a quello della Selkie verso il suo mare. Chi non ci è mai stato potrebbe sentirsi irresistibilmente attratto verso un luogo del pianeta dove il tempo sembra davvero essersi fermato.  

Il Campo (The Field)

Titolo:      Il Segreto di Roan Inish
Anno:       1994
Durata:     101 minuti
Genere:     Fantasy
Regia:      John Sayles
Prod.:        Skerry Production
Aspetto:     1.85:1
Audio:        Dolby Stereo 2.0

Fiona..............Jeni Courtney
Eamon............Richard Sheridan
Hugh..............Mick Lally
Tess...............Eileen Colgan
Tadgh.............John Lynch
Selkie.............Susan Lynch
Jamie.............Cillian Byrne
Jim.................Dave Duffy

 

 

  

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giovedì, 02 agosto 2007

Le mie vacanze on-line 

Le foto delle mie vacanze in Irlanda del mese di giugno 2007 sono finalmente on-line. Sono 420 foto divise in due gallerie e scelte tra le oltre 1200 che ho scattato in viaggio. Per guardarle tutte è necessaria un'ora e un quarto di tempo.
Per i più stoici che vogliono perdere altri 30 minuti, esiste anche un resoconto.

Cliccare sulle pecore per accedere all'album foto su web. Buona visione! 

Irlanda 2007 / Ireland 2007
Photo: An Cat Dubh

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giovedì, 05 aprile 2007

Il Campo (The Field)

Oggi mi voglio cimentare nella recensione di un film, il più bel film irlandese che io forse abbia mai visto e che non mi stancherei mai di guardare.

"The Bull" McCabe ha coltivato quel campo per tutta la vita, così come aveva fatto suo padre, suo nonno e il padre di suo nonno. Ora lui lo vuole consegnare al figlio Tadgh perchè possa continuare a coltivarlo. Bull ha in affitto il campo da una vedova inglese che, stanca delle angherie e degli scherzi di Tadgh e del suo amico "The Bird" O'Donnell, vuole vendere il campo all'asta al miglior offerente. Bull incute timore e rispetto a tutto il villaggio e sa che nessuno oserà contrastarlo durante lo svolgimento dell'asta che verrà soltanto simulata tra Bull e "The Bird".
Ma Bull non ha fatto i conti con un ricco americano appena giunto al villaggio e che vuole proprio quel campo per trasformarlo in una base d'appoggio per la sua cava di calce. Il ricco americano ha soldi, tanti soldi, ed è in grado di contrastare ogni rilancio di Bull durante l'asta. La vedova decide di sospendere la vendita per una settimana durante la quale Bull cercherà di convincere l'americano a lasciare il villaggio. Dalla parte di Bull c'è l'intero villaggio, compreso il barista che svolge anche la funzione di battitore d'asta. Contro di Bull ci sono gli zingari del villaggio, ai quali Tadgh ha ucciso l'asino che aveva osato entrare nel campo del padre, e il parroco.
Ogni tentativo di Bull di convincere l'americano ad andarsene è vano, compreso lo scontro fisico tra l'americano stesso e Tadgh.
Bull perde la testa e la situazione gli sfugge di mano. E il figlio, per il quale Bull aveva grosse aspettative e progetti, gli rivela che in realtà lui non ama quel pezzo di terra e che il suo sogno è di unirsi in matrimonio a Katie, la zingara. Questa inaspettata piega del destino aprirà gli occhi di Bull e porterà alla rovina della sua stessa famiglia.

Il film è tratto dall'omonimo lavoro teatrale di John Brendan Keane a sua volta ispirato ad una storia vera successa in Irlanda alla fine degli anni '50.
La pellicola è ambientata in un'Irlanda degli anni '30, appena dopo la dipartita degli inglesi dall'isola dopo anni di dominazione e violenze. Bull rivede nell'americano l'immagine dello straniero che vuole prendere la terra ai nativi e scatta in lui un sentimento di odio tramandato per generazioni, in lui si risveglia l'orgoglio di chi ha combattuto e cacciato gli invasori. L'ambientazione è quella della contea del Kerry, ma il film è stato girato quasi completamente a Leenane e dintorni, nella contea di Galway.
Ottima interpretazione di Richard Harris che, sebbene non molto espressivo, recita un ruolo intenso e vibrante. Gli valse la nomination agli Oscar come miglior attore protagonista. Eccezionale anche John Hurt, praticamente irriconoscibile nella parte del sempliciotto del villaggio. Meno incisive le interpetazioni di Sean Bean nella parte del taciturno Tadgh e di Brenda Fricker, moglie di Bull. Tom Berenger, nel ruolo del ricco americano, è quasi invisibile. La fotografia del film è superba ed esalta la bellezza naturale dei luoghi, facendo apparire come una nullità anche il possente Bull McCabe in confronto alla potenza selvaggia dei paesaggi.
Purtroppo il film è poco conosciuto in Italia e credo che il DVD o il VHS di questa pellicola sia pressoché introvabile qui da noi. Il film venne trasmesso in Prima TV da Canale 5 una dozzina di anni fa in piena notte. E' possibile trovare il DVD o il VHS all'estero, più facilmente su Amazon, in sola lingua originale e senza sottotitoli. Per chi ha poca dimistichezza con la lingua inglese, e ancora di meno con l'inglese parlato dagli irlandesi, sarà forse quasi impossibile comprendere i dialoghi.

Un piccolo capolavoro! Una pellicola che mette in luce la durezza della vita del popolo irlandese dopo la Grande Carestia che colpì l'isola nel 1848, forse la migliore rappresentazione della vita rurale del posto mai realizzata.
I titoli di coda recitano che nessun animale venne maltrattato o ucciso per la realizzazione del film, ma ci sono seri dubbi sulla veridicità di questa affermazione.

Il Campo (The Field)

Titolo:               Il Campo
Anno:               1990
Durata:             110 minuti
Genere:             Drammatico
Regia:                Jim Sheridan
Produzione:       Granada Film
Aspetto:            1.85:1
Audio:               Dolby Mono

"The Bull" McCabe..............Richard Harris
Tadgh McCabe...................Sean Bean
"The Bird" O'Donnell...........John Hurt
Maggie McCabe...................Brenda Fricker
Peter, l'Americano...............Tom Berenger
Katie, la zingara...................Jenny Conroy
Il prete................................Sean McGinley

 

  

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martedì, 03 aprile 2007

Monumenti megalitici su terreni privati 

In Irlanda il maggior interesse mio e di mia moglie è riposto nei monumenti megalitici, cioè quella famiglia di monumenti presitorici che comprende tombe, cerchi di pietre, allineamenti e standing stones. Purtroppo tali monumenti sono tutti posizionati in terreni privati, in genere pascoli. Terreni recintati all'interno dei quali spesso si può vedere il bestiame, a volte pacifico, a volte meno, come raccontai in questo post. Altre volte il campo è deserto.

Una regola che conosciamo bene è quella di chiedere sempre il permesso al proprietario del terreno di accedere al suo fondo. Ovviamente questo è possibile farlo quando si vede qualcuno nei paraggi. Quando invece non c'è nessuno tutto intorno, non rimane altro che entrare in maniera illecita.
NoticeAlcuni proprietari terrieri hanno escogitato diversi modi per scoraggiare l'ingresso ai cacciatori di pietre nei loro possedimenti, dal classico cartello di divieto con tanto di articoli di legge e spauracchi di violazione al codice penale e conseguente scarico di responsabilità in caso di danni a carico degli intrusi

Photo: An Cat Dubh
al più classico, ma ormai sfruttato, cartello che indica la presenza di un toro al di là del recinto.
Beware of bull 1 Beware of bull 2
Photo: An Cat Dubh                                  Photo: An Cat Dubh

Sinceramente, nei primi tempi in cui incontravamo questo tipo di cartelli rinunciavamo alla visita del monumento, altre rare volte ci addentravamo guardinghi facendo un passo alla volta e con le gambe pronte alla fuga. Ora abbiamo capito che il cartello non ha quasi alcun significato. In sostanza, se vogliamo raggiungere un monumento prima guardiamo intorno alla ricerca di una persona o di una casa presso cui chiedere il permesso. Se non c'è nessuno entriamo lo stesso.

Nel maggio 2006, però, in tre occasioni abbiamo avuto l'imbarazzante esperienza di incontrare il proprietario del terreno quando ormai avevamo già sconfinato in proprietà privata.
La prima volta accadde il 14 maggio. Il nostro itinerario prevedeva una visita al Carrowcrom Portal Tomb.
Carrowcrom
Photo: An Cat Dubh
Dopo aver raggiunto il luogo e parcheggiato l'auto ci guardammo attorno ma non vedemmo nessuno. Aprimmo il cancello del bestiame e ci addentrammo nel terreno dove alcuni vitelli stavano pascolando. La tomba era lì in mezzo, bellissima e quasi intatta. I vitelli ci osservavano a distanza ravvicinata. Facemmo le nostre foto e le nostre rilevazioni e proprio mentre eravamo giunti al cancello per uscire, si presentò davanti a noi un uomo. Parlammo per primi e chiedemmo scusa per l'intrusione, spiegando che non avevamo visto nessuno intorno. L'uomo, invece, per nulla infastidito si intrattenne a parlare gioiosamente con noi per diversi minuti e, vista la nostra passione per questo genere di monumenti, ce ne indicò uno praticamente sconosciuto in un altro terreno di sua proprietà. Una chicca esclusiva! Lo ringraziammo e tutto sommato il nostro timore di essere sgridati svanì in un attimo.

La seconda volta avvenne solo 5 giorni dopo durante la visita al Carrigeen Stone Row. Raggiungere il monumento fu una delle cose più difficili che avessimo mai fatto. Parcheggiammo l'auto davanti ad un cancello nel mezzo del niente. Da lì partiva un sentiero che teoricamente avrebbe dovuto portare in cima alla collina. Le piogge intense e incessanti dei giorni scorsi, però, avevano reso il terreno un completo pantano e ci toccava camminare sui ciotoli, quando c'erano, per non affondare nel fango e nel letame, che in quell'occasione avevano lo stesso colore... Il sentiero diventava sempre più stretto e affollato di rovi spinosi ed infine quasi sparì nella vegetazione. Ci vedemmo costretti a proseguire sul versante della collina, arrampicandoci tra spine, letame e fango. I nostri sforzi vennero premiati e dopo circa 500 metri di cammino in condizioni impossibili finalmente le tre pietre erano davanti a noi.
Carrigeen Stone Row
Photo: An Cat Dubh
Non facemmo in tempo a scattare le prime due foto che all'orizzonte vedemmo una figura umana avvicinarsi di gran lena. Ipotizzammo che fosse il proprietario, ma non ci preoccupammo troppo... Almeno fino a quando non ci fu a distanza di voce. Ci chiese, in tono piuttosto rude, che cosa ci facessimo nel suo terreno, chi fossimo e da dove eravamo arrivati. A nulla valse spiegargli del nostro interesse per i bellissimi sassi nel suo campo. Senza troppi giri di parole ci disse che dovevamo andarcene subito e ci indicò perfino la via più breve per raggiungere l'auto senza ripercorrere a ritroso il delirio di fango e spine di poco prima... peccato che la strada più breve incrociasse un classico filo elettrificato...
 
Due giorni dopo eravamo in contea di Cork e una delle tappe del giorno era la Scranahard Wedge Tomb. Stessa situazione: monumento al di là di un recinto, nessuno intorno. Ma proprio mentre stavamo per slegare la fune che teneva chiuso il cancello sentimmo una voce alle nostre spalle. Un uomo vestito in maniera trasandata stava scendendo un sentiero tra i sassi dalla collina alle nostre spalle. Trasalimmo e chiedemmo scusa. Anche quest'uomo non era infastidito, e dopo la breve spiegazione che gli demmo acconsentì affinchè visitassimo il monumento, ma a patto che lui ci stesse accanto ad osservare tutte le nostre mosse. Contemporaneamente ci chiedeva tutto dell'Italia, del nostro lavoro, del nostro governo. Una continua raffica di domande, espresse in un inglese con un insolito accento scozzese, che ci disturbò la concentrazione e ci costrinse a lasciare il luogo dopo sole tre fotografie.
Scranahard Wedge Tomb
Photo: An Cat Dubh

In pratica, chiedere sempre il permesso prima di entrare in un terreno privato. E quando non è possibile trovare nessuno, beh, guardatevi le spalle!

Postato da: ancatdubh alle 13:29 | link | commenti (8) |

sabato, 17 marzo 2007

Buon San Patrizio!

Happy Saint Patrick's Day!

Lá le Páidrig Agat!

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giovedì, 15 marzo 2007

Incidenti stradali    

L'Irlanda sta affrontando un problema di sicurezza stradale. Ormai il conto delle vittime della strada ha raggiunto livelli insopportabili per quel che è la storia di quel paese. Si hanno circa 400 morti l'anno a causa di incidenti d'auto, un numero di vittime che si è drasticamente innalzato dopo il massiccio ingresso di stranieri, specialmente dall'Est europeo. Stranieri che, a quanto mi hanno raccontato, arrivano con le loro auto al seguito, auto non revisionate da anni, senza assicurazione e con l'handicap del volante dalla parte sbagliata, un handicap che non consente al conducente di avere piena visione di ciò che gli accade davanti, soprattutto nelle manovre di sorpasso. Inoltre sempre questi stranieri hanno la pessima abitudine di ubriacarsi costantemente, una pratica evidentemente ben tollerata nei loro paesi di origine, ma che in Irlanda, unita ai problemi di cui sopra, sembra risultare terribilmente fatale.
A sentire i loro notiziari, il numero di vittime è decisamente troppo elevato. Dal mio punto di vista, a giudicare dalle condizioni delle strade, sembrano perfino troppo poche. Chi di voi non ha presente quelle strade mai dritte, mai piane e quasi mai larghe per due auto, costeggiate da cespugli, siepi, alberi che creano un vero e proprio muro e che limitano moltissimo la visibilità? In tali condizioni, un'auto eventualmente ferma per un problema meccanico risulta non immediatamente visibile. I limiti su quelle strade vanno dagli 80 km/h ai 100 km/h, e c'è da scommetterci che le auto viaggiano quasi sempre al massimo consentito. Un mix micidiale!
Un altro problema pare che siano i turisti dal continente o gli americani, poco abituati a guidare sul lato sinistro della strada. Infatti i cartelli che ricordano di tenere la sinistra sono molto frequenti e ultimamente le società di autonoleggio usano affiggere una vetrofania sul parabrezza dell'auto per mantenere costante questo consiglio.

Cartello1Cartello2Vetrofania
Photo: An Cat Dubh

Nonostante tutte queste condizioni critiche, durante i nostri 9 viaggi in Irlanda e i 33.221 km percorsi in totale su quelle strade, solo una volta ci è capitato di assistere ad un incidente stradale. E ci capitò proprio sotto i nostri occhi!
Era la mattina del 11 settembre 2003, io e mia moglie stavamo lasciando la B&B che ci aveva ospitato per la notte, la Cascum Lodge, a Banbridge, co. Down, quindi Irlanda del Nord. La B&B si trova in posizione dominante rispetto la A1. Mentre caricavamo i nostri bagagli in auto, udimmo un forte rumore proveniente dalla strada sottostante. Istintivamente alzammo gli occhi e vedemmo un fuoristrada bianco rovesciarsi su un fianco e strisciare sull'asfalto per una cinquantina di metri. Il traffico si bloccò all'istante, una nuvola di polvere e fumo si levò sul luogo dell'incidente. La prima reazione che avemmo fu quella di bussare alla porta della B&B e chiedere al padrone di casa di chiamare i soccorsi. Il padrone si affacciò, vide che cosa era accaduto e telefonò subito. Noi finimmo di caricare i bagagli e ci avvicinammo al luogo dell'incidente. I soccorsi furono rapidissimi, in pochissimi minuti erano già presenti sul posto la polizia, le ambulanze e i vigili del fuoco. In sostanza un'auto che si stava immettendo sulla A1 non aveva rispettato la precedenza ed era entrata in corsia senza curarsi del traffico della superstrada. L'auto, una Ford Fiesta nuovissima, era occupata da 5 ragazzi di nazionalità cinese, appena arrivati in Irlanda il giorno prima e appena usciti dal Tourist Information Office poco distante dallo svincolo. Il fuoristrada bianco, per loro somma sfortuna, era della polizia e all'interno c'erano 4 agenti. Tre riuscirono ad uscire dai finestrini con le loro forze, il quarto dovettero estrarlo gli infermieri dell'ambulanza insieme ai vigili del fuoco e fu portato via dall'ambulanza. I tre agenti feriti in maniera lieve vennero curati sul luogo. I ragazzi cinesi dell'auto stavano tutti bene, a parte lo spavento, tranne uno che venne adagiato su un giaccone giallo sull'asfalto in attesa di soccorsi.

Incidente01Incidente02Incidente03Incidente04
Incidente05Incidente06
Incidente07
Incidente08
Incidente09
Photo: An Cat Dubh
[Fotogrammi di bassa qualità perchè estratti da un filmato di videocamera]

Io e mia moglie rimanemmo sul posto per circa 15 minuti, poi ci recammo in centro paese per fare alcuni acquisti. La notizia si era già diffusa e molti ne parlavano nei negozi. Oltre un'ora dopo si sentivano ancora sirene correre in ogni direzione.
Questo fu l'unico incidente al quale abbiamo assistito durante i nostri viaggi. Per quei ragazzi cinesi la vacanza finiva lì.

Postato da: ancatdubh alle 12:21 | link | commenti (7) |

venerdì, 05 gennaio 2007

Le Gaeltacht

Le Gaeltacht (An Gaeltachtaí, in irlandese) sono quelle aree del territorio dell'Isola di Smeraldo all'interno delle quali la lingua irlandese è conservata, tutelata e correntemente parlata dalla popolazione. Le aree Gaeltacht sono 10 e comprendono circa 35 tra villaggi e paesi. Tali aree si riconoscono dal cartello che si incontra sulla strada all'ingresso di esse.
Gaeltacht
Photo: An Cat Dubh

I paesi e i villaggi riportano il loro nome sulla segnaletica in una sola lingua, quella originale del luogo. Anche la segnaletica stradale recante indicazioni, avvisi e messaggi viene presentata in irlandese soltanto.
Segnaletica nel Gaeltacht
Photo: An Cat Dubh

Molto spesso perfino le insegne dei negozi sono solo in irlandese. Insomma, sovente ai turisti sprovveduti e impreparati sembra di essere finiti in un'altra nazione senza essersene accorti. I sentimenti dei locali nei riguardi di queste iniziative sono contrastanti. Alcuni orgogliosamente seguono le tradizioni linguistiche dei loro avi, alcuni altri osteggiano queste imposizioni che secondo loro danneggerebbero il turismo.

Io personalmente sostengo l'iniziativa in quanto indirizzata al mantenimento di una lingua che altrimenti rischierebbe di essere dimenticata e alla difesa di una identità nazionalistica per la quale gli irlandesi avevano lottato contro gli inglesi.

Affrontare da turista queste aree è un'esperienza elettrizzante. Per cominciare, l'ingresso in un paese o villaggio con il cartello in lingua gaelica proietta il turista in una specie di dimensione parallela, quasi come se si vivesse in una specie di medioevo moderno.
Villaggio nel Gaeltacht
Photo: An Cat Dubh

Leggere le insegne dei negozi in lingua irlandese ravviva l'interesse di chi visita i luoghi. Ma il bello arriva quando si ha bisogno di una indicazione o di una informazione.

Infatti, essendo l'irlandese la lingua principalmente parlata in queste aree, si rischia facilmente di imbattersi in una persona che l'inglese non lo capisce.

A noi capitò due volte. La prima volta fu nel lontano dicembre 1995 mentre attraversavamo la Gaeltacht di Gaoth Dobhair (Gweedore). Da Ardara eravamo andati a Gleann Cholm Cille (Glencolumbkille) e successivamente volevamo visitare alcuni resti megalitici a Málainn Bhig (Malin Beg).
Malin Mor e Malin Beg

Si tratta di una zona di selvaggia bellezza ma con scarsissima popolazione e quasi nessuna indicazione stradale. Dopo aver girato a vuoto un paio di volte decidemmo di fermarci e chiedere indicazioni a qualcuno. Vedemmo un bar sul lato destro della strada, accostammo e scesi. Considerato il traffico inesistente della zona, la nostra auto che si fermava destò l'attenzione della ragazza al bar che subito uscì. La salutai e le chiesi indicazioni per raggiungere i due portal tomb che stavano cercando. La ragazza strabuzzò gli occhi con l'espressione di chi non aveva capito una parola. Cavoli, il mio inglese è così pessimo? Con calma, più lentamente e con maggior cura le ripetei la domanda, ma lei scosse la testa, mi fece segno di attendere e, voltatasi, chiamò il suo collega. Quando lui arrivò lei gli parlò in una lingua che forse prima di allora avevo sentito solo uscire dall'autoradio. Era gaelico! La ragazza non sapeva parlare inglese e così aveva dovuto chiedere aiuto al suo collega, bilingue. L'informazione arrivò precisa e puntuale. Trovammo i due portal tomb esattamente dove il ragazzo ci disse di cercarli.

Due anni dopo, nuovamente nel Gaoth Dobhair, ci trovammo a dover rifornire di carburante la nostra auto a noleggio. L'area era piuttosto disabitata, quasi niente case, figuriamoci una stazione di servizio. Ma dopo alcuni chilometri ne vedemmo una sotto una fila di alberi. Era davvero particolare: le pompe di carburante si trovavano su un lato della strada, insieme ad una baracca con degli attrezzi da officina. L'ufficio del titolare della stazione di servizio era sull'altro lato della strada. Fermammo l'auto di fronte ad una delle pompe e scesi a chiamare il benzinaio. La zona era anche silenziosissima, non un rumore, non altre auto. Mentre mi avvicinavo al piccolo ufficio sentii una voce provenire dall'interno, una voce mista a musica. Quando riuscii a distinguere i suoni riconobbi che era la radio sintonizzata su Raidió na Gaeltachta, la stazione radiofonica che ogni tanto ci dilettavamo ad ascoltare dall'autoradio. Chiamai il benzinaio e gli dissi che volevo fare il pieno. L'uomo era taciturno, attraversammo la strada insieme e ci rifornì l'auto. Alla fine l'uomo ci chiese di pagare 25 sterline, dapprima in gaelico, ma poi, capendo che eravamo turisti, uso le mani per farci capire quanto dovevamo dargli: aprì le mani con le palme in avanti, dieci dita. Le ripropose, venti dita, più una sola mano, cinque dita. Totale 25 dita, 25 sterline! Gliene diedi 30, mi fece cenno di aspettare, tornò al suo ufficio, prese 5 sterline di resto e me le portò. E poi sempre con un cenno della mano ci salutò!

Fu davvero una sensazione disarmante e poetica che ci fece capire che molte persone in quelle aree ci tengono davvero a mantenere le loro radici vive. D'altronde molti dei più famosi cantanti folk irlandesi sono originari di questo Gaeltacht, ad esempio Enya e gli Altan.

Un'esperienza simile la vivemmo anche nel 1998 a Portmeirion, in Galles, dove una cassiera ci parlò in gallese e poi usò le mani per farsi capire... ma questa è un'altra storia.

Postato da: ancatdubh alle 10:42 | link | commenti (9) |

lunedì, 01 gennaio 2007

Come promesso a TopGun in uno dei commenti all'interno del precedente post, vi pubblico la foto che scattai in data 10 giugno 2001 al Castle Matrix.

Credevo erroneamente di aver scattato due o tre foto, ma in realtà era solo una. La scarsa qualità dell'immagine deriva dal fatto che lo scatto era su pellicola invertibile poi digitalizzata con un normale scanner.

Castle Matrix 
Photo: An Cat Dubh

E' visibile una delle auto nel cortile e anche la scopa appoggiata al muro a destra della porta d'ingresso.

Buon anno!

Postato da: ancatdubh alle 14:05 | link | commenti (3) |