giovedì, 17 novembre 2005

L'Irlanda d'inverno

L'Irlanda in inverno è ancora più magica, se possibile, del solito.

Il grosso dei turisti è ormai sparito, sono tutti tornati a casa, la stagione è finita. Le giornate corte, molto più corte delle nostre, sono un bel deterrente per i visitatori. Ed è allora che il vero volto dell'Irlanda salta fuori.

Negozi, ristoranti, pubs, B+B's e ostelli tornano ad indossare il loro solito vestito, non quello delle grandi occasioni in cui ci si aspetta gente, ma quello di tutti i giorni. La popolazione rientra nella normalità, ed ecco che l'interazione con gli abitanti diventa genuina. I luoghi disposti ad accettare ospiti per la notte si riducono ad una minima percentuale. Quando si prende una camera in una B+B durante l'inverno si è in genere da soli nella dimora. La casa assume un aspetto più spettrale, mancano i soliti rumori di gente che va e viene, manca la compagnia di altri viaggiatori al mattino a colazione. Ci si riduce a mangiare la colazione in solitudine. Ma il bello è che la padrona di casa sarà tutta dedicata ai quei solitari ospiti che hanno avuto il coraggio di affrontare una vacanza diversa. Si creano a questo punto dei legami più forti, i dialoghi saranno più intensi, ogni argomento verrà approfondito, magari davanti ad un caldo caminetto con fuoco di torba. Ci si sentirà quasi come se si fosse della famiglia.

La colazione in inverno si consuma con le luci accese, il sole sorge molto tardi. Quando si esce per cominciare la giornata il sole deve ancora fare capolino all'orizzonte. Il mondo intorno è silenzioso, il traffico è rilassato.

Io e mia moglie abbiamo una sola esperienza di vacanza in Irlanda in inverno. Sono passati quasi dieci anni da quel dicembre 1995. Non so nemmeno io come mai ci venne in mente di andare lassù durante il periodo meno favorevole dell'anno. Fatto sta che ci recammo in agenzia viaggi per farci dare un paio di cataloghi. Aprire e leggere quelle pagine ci risvegliò il ricordo di un bellissimo viaggio di nozze nell'estate dell'anno prima. Le foto sulle pagine erano sempre incantevoli. Cominciai a stilare una bozza di itinerario. Fu solo allora che mi ricollegai alla realtà, guardai fuori della mia finestra, era buio, gli alberi erano ridotti a scheletri, il freddo era pungente. Diamine! Non stavamo andando in vacanza ai Caraibi, stavamo andando in un paese del nord! Che tipo di tempo potevamo aspettarci se già qui da noi era pessimo? Per un attimo ci ripensammo, valutammo. Ma alla fine decidemmo di partire ugualmente.

Furono dieci giorni splendidi sotto ogni punto di vista. Dei numerosi viaggi fatti verso quell'isola, forse questo è uno di quelli che ci è rimasto più impresso!

Dieci giorni di totale relax. Un relax dovuto principalmente all'assenza di altri turisti. Le strade, i luoghi, erano tutti per noi. Il tempo fu meraviglioso. Dieci giorni di sole pieno e cielo terso, mai una nuvola. Neppure il tanto temuto freddo ci fece da ostacolo: le guide turistiche avevano ragione, gli inverni irlandesi sono più miti di quelli continentali.

La nostra idea iniziale era quella di visitare l'Irlanda del Nord, quella sotto la bandiera inglese. Nel precedente viaggio non eravamo riusciti a spingerci fin lassù, volevamo quindi dedicare un viaggio esclusivamente a quelle 6 contee. Arrivammo a Dublino e subito con l'auto a noleggio ci dirigemmo verso nord, ma era tardi e il buio ci sorprese a Dundalk, dove dormimmo in una B+B gestita da un uomo. Era la prima volta che ci capitava. Era separato, lui disse divorziato. Ma il referendum sul divorzio si sarebbe tenuto solo nella settimana successiva. Cucinò per tutti, ci invitò alla sua tavola: Irish Stew e vino francese. Una serata indimenticabile!

La mattina successiva arrivammo prima a Newry, poi a Belfast. Qui parcheggiammo l'auto nel primo posto in centro che riuscimmo a trovare. Non ci accorgemmo che era un cortile privato con un cancello e l'auto rimase intrappolata fino all'arrivo di qualcuno che ci aprì. Gentilissimo e per nulla arrabbiato! Bill Clinton era stato a Belfast solo due giorni prima, stavano smontando il palco e la struttura sulla quale si era presentato alla popolazione. In serata eravamo a Coleraine.

Il mattino dopo fu dedicato al Giant's Causeway, tutto per noi, nessun altro ci disturbò in quegli oltre 60 minuti che passammo sulle rocce. Successivamente eravamo al Dunluce Castle e nel pomeriggio, dopo Londonderry e il Grianan of Aileach, eravamo a Letterkenny.

Senza accorgercene eravamo di nuovo nella repubblica. Nei giorni successivi ci spingemmo sempre più a ovest e ci trovammo nel west Donegal, in uno dei posti più affascinanti che io abbia mai visto in tutta la mia vita, Malin Beag.

E poi giù verso Sligo, Castlebar ed Ennis, due giorni dopo. E poi il Burren, il Poulnabrone... Ma, dove diavolo siamo finiti? Il Nord è lassù, siamo troppo distanti. Rapida inversione attraverso Longford, dove in un ristorante trovammo che tutti i proprietari erano di Napoli. Erano lì da anni, non avrebbero mai più fatto cambio con l'Italia, con il loro sole, con il loro mare. Avevano fatto quello che io e mia moglie stavamo cominciando a meditare da alcuni mesi...

Il giorno successivo eravamo ad Armagh. Qui ci fermammo per due giorni ma il nostro tempo era arrivato alla fine e tornammo verso l'aeroporto non senza aver fatto visita ad una brinata e deserta Hill of Tara...

Dieci giorni bellissimi! Senza intoppi, tanta e tanta magia! Nessun altro turista, noi che ci sentivamo come del posto, la gente che seguiva i propri ritmi e noi quasi con loro. L'unico problema erano le giornate cortissime, così corte da non accorgerci che iniziavano e finivano. Bisognava essere veloci ma non di fretta. In Irlanda la fretta non esiste. I raggi bassi del sole ci accompagnavano e rendevano d'oro tutti i nostri passi. Le ombre lunghe erano le nostre uniche compagne tra una mandria e una rovina.

Dopo dieci anni ricordiamo quel breve viaggio come uno dei più romantici mai fatti lassù. E anche se l'inverno non è la nostra stagione preferita, quella volta ci fu di grande compagnia.

Postato da: ancatdubh alle 13:56 | link | commenti (3) |

mercoledì, 16 novembre 2005

Postato da: Sgruf0letta alle 18:49 | link | commenti (3) |

mercoledì, 09 novembre 2005

Beviamoci su

Postato da: ViktorNavorski alle 15:59 | link | commenti (3) |

lunedì, 07 novembre 2005

Quando l'ospitalità non viene gradita

Questo aneddoto non ha molto a che vedere con quella che è l'Irlanda in se stessa, ma mi è venuto alla mente ieri mentre osservavo le immagini televisive che giungevano dalla Francia, dove gli immigrati e i discendenti degli immigrati stanno mettendo a dura prova la resistenza della popolazione e del governo.

Dal mio punto di vista questa rivolta non ha alcun senso di esistere. Se, come dicono, è scaturita per vendicare la morte di due ragazzini in un incidente a seguito di un inseguimento, beh, credo che nulla si possa addebitare alla polizia stessa o al governo. Altrimenti si dovrebbe giustificare la fuga dei due ragazzini e di conseguenza qualunque reato che avessero commesso e che avesse generato questa fuga.

Per come la vedo io, e il mio punto di vista in genere cozza molto contro quello della maggioranza, questi immigrati sono stati accolti in terra francese. Per definizione li riterrei ospiti di quella terra, come se fossero ospiti in una casa. Nessun ospite si dovrebbe mai lamentare dell'ospitalità ricevuta, anzi dovrebbe esserne grato. E se l'ospitalità non è di gradimento si fa sempre in tempo a togliere le tende.

Ma senza fare polemica su un argomento che esula dal contesto di questo Blog vi racconto un breve aneddoto al quale mi accadde di assistere durante uno dei miei viaggi.

Cominciamo a raccontare che nel 1998, era maggio, dopo un lungo giro in auto che partì da Dublino, che attraversò il Nord Irlanda, mi fece traghettare in Scozia, giù fino all'Inghilterra, la Cornovaglia e il Galles e che mi riportò a Dublino, capitammo nella capitale nel giorno sbagliato: c'era il concerto di Elton John in città. Ogni B+B nel raggio di 25 km dalla città era al completo. Io e mia moglie eravamo disperati. Ma rimbalzando di casa in casa ci allontanammo verso nord fino ad arrivare in uno sconosciuto paesino chiamato Lusk. Qui trovammo una B+B nella quale era avanzata una stanza minuscola, quasi un ripostiglio. A noi andava bene, era solo per due notti. La famiglia che ci ospitò era di una gentilezza che faceva quasi impallidire qualunque altra famiglia fino ad allora incontrata!

Ci fecero subito sedere nel salotto buono, in loro compagnia a guardare la TV. Non ci fummo mai sentiti più a casa che in quella sera... Ed evidentemente risultammo simpatici a loro due, dato che ci fecero lo sconto sulla camera. Ovviamente negli anni successivi tornammo a trovarli. Tra l'altro la casa è comoda all'aeroporto, quindi un ottimo appoggio post e pre volo. Due anni dopo, la loro attività di B+B cessò. Ma noi fummo comunque sempre ben accetti in casa. Ci lasciavano sempre le chiavi di casa per entrare ed uscire a qualunque ora mentre loro erano fuori al lavoro. Ci lasciavano la cucina a disposizione per prepararci la colazione e il pranzo. La cena era cucinata da loro, non ci hanno mai permesso di andare a mangiare fuori. Ci portavano in birreria o in brevi escursioni in zona con la loro auto. Il tutto senza mai chiedere un soldo. E come se non bastasse, per ringraziarci della nostra gentilezza (e chiunque ci rimarrebbe male, dato che quelli gentili erano loro) si sdebitavano con costosi regali il giorno prima della partenza!

La loro gentilezza e disponibilità ha sempre superato l'immaginabile. E durante una di quelle serate in loro compagnia, nel loro salotto buono, tra un tramezzino e un bicchiere di Guinness davanti al caminetto e alla TV, mentre noi stavamo elogiando la loro gentilezza e in generale l'ospitalità e l'amicizia del popolo irlandese, dalla TV arrivò una notizia che ci raccontava che non tutto il mondo la pensava come noi!!!

Nella contea di Donegal, l'amministrazione aveva realizzato un villaggio composto da una ventina di casette singole, con camere, cucina, servizi, riscaldamento ed elettricità. Era un villaggio grazioso, alla periferia di un paese, nuovo di zecca e costruito per ospitare un gruppo di profughi da uno stato centrafricano. Erano proprio una ventina di famiglie con bambini di tutte le età che per i primi mesi erano stati mantenuti e ricoverati a spese del governo irlandese in un albergo nel centro della capitale. Giusto il tempo necessario per realizzare il villaggio di accoglienza nel Donegal...

Il giorno in cui queste venti famiglie vennero trasferite nelle loro nuove residenze, la popolazione del p organizzò anche una grossa festa di benvenuto. C'erano regali per tutti. Per gli uomini del gruppo di profughi anche un completo di magliette, pantaloncini e scarponcini per mettere su una squadra di calcio e sfidare in amichevole la squadra locale.

Quel giorno, indubbiamente speciale e festoso, venne seguito da alcuni canali televisivi. Ed ascoltando uno di quei notiziari la sera rimanemmo raggelati.

In un'intervista, il portavoce del gruppo di profughi si sentiva profondamente offeso per il pessimo trattamento ricevuto. Per loro, il comitato di accoglienza era poco meno di un insulto e le case per loro costruite le ritenevano inadatte e lesive della loro dignità. Disse che non si erano mai sentiti così umiliati e maltrattati! Aggiunse che rifiutavano i regali e che avrebbero voluto tornare immediatamente a Dublino, in albergo!

Io non ebbi il coraggio di dire nulla, almeno non prima che le persone che ci ospitavano commentassero la notizia. E nonostante tutto furono ancora gentili. Non ebbero parole di risentimento, nè di odio. Ma vollero capire che cosa quel gruppo si stava aspettando. La gentilezza di quel popolo nell'ospitarli e farsi in quattro per farli sentire a casa loro non aveva precedenti nella mia memoria, ma questi immigrati si aspettavano di più.

E, anche se non c'è molto da confrontare con Parigi perchè la situazione è palesemente diversa, mi è venuto da pensare che a volte, quando si fa di tutto per aiutare delle persone in difficoltà, spesso si riceve un calcio nel di dietro

 

Postato da: ancatdubh alle 09:31 | link | commenti (1) |