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Castle Matrix

Immagino che molti abbiano sentito parlare del Castle Matrix, una casa torre costruita dai Settimi conti di Desmond nel XV secolo. Nel XIX secolo fu poi usato come manifattura di lino e poi come deposito di farina. Nel 1930 cadde in rovina fino a quando, sucessivamente, fu recuperato e restaurato da Sean O'Driscoll. Si dice che sul terreno di tale castello fu coltivata per la prima volta la patata.
Il castello si trova appena fuori Rathkeale, nella contea di Limerick.
Io ne sentii parlare già durante il mio primo viaggio nel 1989, ma fu solo al sesto viaggio, nel 2001, che riuscii a vederlo. L'anno prima, durante una sosta ad Askeaton, la padrona della B&B ci disse che non valeva assolutamente la pena di perdere tempo a cercarlo perchè era poco più che un rudere e noi le demmo retta. Ma nel 2001, appunto, passando di nuovo da quella parti decidemmo di farci un salto. Dopo Rathkeale deviammo nella direzione indicata dal cartello, ma subito dopo, nella migliore tradizione irlandese, i cartelli sparirono e dopo un lungo giro a vuoto ci ritrovammo al punto di partenza, cioè davanti al cartello dopo il quale avevamo svoltato. Con più attenzione ripetemmo la strada, ma nuovamente ci ritrovammo al punto di partenza, come in una specie di deja-vu. Al terzo tentativo sul percorso incontrammo sulla strada un uomo a piedi accanto alla sua auto. Ci fermammo per chiedergli informazioni. L'uomo fu gentilissimo, e con il suo accento canadese ci raccontò di essere un discendente della famiglia che un tempo possedeva il castello. Ora lui era un venditore di auto oltreoceano. Ci indicò la strada per uscire da quel loop e, dopo averlo salutato e ringraziato, nel giro di pochi minuti ci trovammo al castello.
Ma per arrivare al castello vero e proprio dovemmo percorrere in auto un lungo sentiero tra gli alberi. La luce penetrava a fatica tra le foglie e mentre procedevamo, la strada principale spariva tra le piante nello specchietto retrovisore, mentre davanti ancora non si scorgeva nulla.
Le uniche cose che vedevamo erano vecchie auto coperte di foglie morte ai lati del sentiero, più o meno nascoste nel bosco. Era una sensazione davvero inquietante. Finalmente arrivammo alla luce, il sentiero sboccava in un cortile coperto di ghiaia, il castello era alla nostra sinistra, tetro e misterioso. Non c'erano segni di vita se non due cani accucciati in un angolo del cortile. Davanti a noi, parcheggiate, altre tre auto, nuove. Ma anch'esse coperte di foglie, come se non fossero state spostate da mesi. La cosa era sempre più inquietante. Solo io scesi dall'auto e mi aggirai nel cortile alla ricerca di una persona alla quale chiedere informazioni. Ma non trovai nessuno. I due cani si alzarono e mi vennero incontro, mi sforzai di rimanere tranquillo pur in una situazione bizzarra come quella. Mi avvicinai all'edificio. Da due finestre vidi delle luci accese, ma dentro l'aspetto era quello di una casa disabitata. Eppure fuori, appoggiata al muro, c'era una scopa. E poi i cani avevano il cibo fresco nelle loro ciotole. Quella situazione mi piaceva sempre meno. Il silenzio totale avvolgeva il luogo, alcuni corvi svolazzavano sopra la torre. I cani mi seguivano. La mia ansia e la tensione crescevano di momento in momento. Ebbi il coraggio di scattare due o tre foto, dopodichè decisi di risalire in fretta in auto, chiudere la portiera con la sicura e poi rapidamente ci allontanammo da quel luogo, gettando ancora un'occhiata all'edificio misterioso, alle auto del cortile coperte di foglie, alle carcasse d'auto più o meno arrugginite tra gli alberi intorno al sentiero. Ecco di nuovo la luce del sole, la strada principale. L'uomo canadese non c'era più. Era apparso per darci l'indicazione ed era scomparso subito dopo.
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