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Il Campo (The Field)
Oggi mi voglio cimentare nella recensione di un film, il più bel film irlandese che io forse abbia mai visto e che non mi stancherei mai di guardare.
"The Bull" McCabe ha coltivato quel campo per tutta la vita, così come aveva fatto suo padre, suo nonno e il padre di suo nonno. Ora lui lo vuole consegnare al figlio Tadgh perchè possa continuare a coltivarlo. Bull ha in affitto il campo da una vedova inglese che, stanca delle angherie e degli scherzi di Tadgh e del suo amico "The Bird" O'Donnell, vuole vendere il campo all'asta al miglior offerente. Bull incute timore e rispetto a tutto il villaggio e sa che nessuno oserà contrastarlo durante lo svolgimento dell'asta che verrà soltanto simulata tra Bull e "The Bird".
Ma Bull non ha fatto i conti con un ricco americano appena giunto al villaggio e che vuole proprio quel campo per trasformarlo in una base d'appoggio per la sua cava di calce. Il ricco americano ha soldi, tanti soldi, ed è in grado di contrastare ogni rilancio di Bull durante l'asta. La vedova decide di sospendere la vendita per una settimana durante la quale Bull cercherà di convincere l'americano a lasciare il villaggio. Dalla parte di Bull c'è l'intero villaggio, compreso il barista che svolge anche la funzione di battitore d'asta. Contro di Bull ci sono gli zingari del villaggio, ai quali Tadgh ha ucciso l'asino che aveva osato entrare nel campo del padre, e il parroco.
Ogni tentativo di Bull di convincere l'americano ad andarsene è vano, compreso lo scontro fisico tra l'americano stesso e Tadgh.
Bull perde la testa e la situazione gli sfugge di mano. E il figlio, per il quale Bull aveva grosse aspettative e progetti, gli rivela che in realtà lui non ama quel pezzo di terra e che il suo sogno è di unirsi in matrimonio a Katie, la zingara. Questa inaspettata piega del destino aprirà gli occhi di Bull e porterà alla rovina della sua stessa famiglia.
Il film è tratto dall'omonimo lavoro teatrale di John Brendan Keane a sua volta ispirato ad una storia vera successa in Irlanda alla fine degli anni '50.
La pellicola è ambientata in un'Irlanda degli anni '30, appena dopo la dipartita degli inglesi dall'isola dopo anni di dominazione e violenze. Bull rivede nell'americano l'immagine dello straniero che vuole prendere la terra ai nativi e scatta in lui un sentimento di odio tramandato per generazioni, in lui si risveglia l'orgoglio di chi ha combattuto e cacciato gli invasori. L'ambientazione è quella della contea del Kerry, ma il film è stato girato quasi completamente a Leenane e dintorni, nella contea di Galway.
Ottima interpretazione di Richard Harris che, sebbene non molto espressivo, recita un ruolo intenso e vibrante. Gli valse la nomination agli Oscar come miglior attore protagonista. Eccezionale anche John Hurt, praticamente irriconoscibile nella parte del sempliciotto del villaggio. Meno incisive le interpetazioni di Sean Bean nella parte del taciturno Tadgh e di Brenda Fricker, moglie di Bull. Tom Berenger, nel ruolo del ricco americano, è quasi invisibile. La fotografia del film è superba ed esalta la bellezza naturale dei luoghi, facendo apparire come una nullità anche il possente Bull McCabe in confronto alla potenza selvaggia dei paesaggi.
Purtroppo il film è poco conosciuto in Italia e credo che il DVD o il VHS di questa pellicola sia pressoché introvabile qui da noi. Il film venne trasmesso in Prima TV da Canale 5 una dozzina di anni fa in piena notte. E' possibile trovare il DVD o il VHS all'estero, più facilmente su Amazon, in sola lingua originale e senza sottotitoli. Per chi ha poca dimistichezza con la lingua inglese, e ancora di meno con l'inglese parlato dagli irlandesi, sarà forse quasi impossibile comprendere i dialoghi.
Un piccolo capolavoro! Una pellicola che mette in luce la durezza della vita del popolo irlandese dopo la Grande Carestia che colpì l'isola nel 1848, forse la migliore rappresentazione della vita rurale del posto mai realizzata.
I titoli di coda recitano che nessun animale venne maltrattato o ucciso per la realizzazione del film, ma ci sono seri dubbi sulla veridicità di questa affermazione.

Titolo: Il Campo
Anno: 1990
Durata: 110 minuti
Genere: Drammatico
Regia: Jim Sheridan
Produzione: Granada Film
Aspetto: 1.85:1
Audio: Dolby Mono
"The Bull" McCabe..............Richard Harris
Tadgh McCabe...................Sean Bean
"The Bird" O'Donnell...........John Hurt
Maggie McCabe...................Brenda Fricker
Peter, l'Americano...............Tom Berenger
Katie, la zingara...................Jenny Conroy
Il prete................................Sean McGinley
Monumenti megalitici su terreni privati
In Irlanda il maggior interesse mio e di mia moglie è riposto nei monumenti megalitici, cioè quella famiglia di monumenti presitorici che comprende tombe, cerchi di pietre, allineamenti e standing stones. Purtroppo tali monumenti sono tutti posizionati in terreni privati, in genere pascoli. Terreni recintati all'interno dei quali spesso si può vedere il bestiame, a volte pacifico, a volte meno, come raccontai in questo post. Altre volte il campo è deserto.
Una regola che conosciamo bene è quella di chiedere sempre il permesso al proprietario del terreno di accedere al suo fondo. Ovviamente questo è possibile farlo quando si vede qualcuno nei paraggi. Quando invece non c'è nessuno tutto intorno, non rimane altro che entrare in maniera illecita.
Alcuni proprietari terrieri hanno escogitato diversi modi per scoraggiare l'ingresso ai cacciatori di pietre nei loro possedimenti, dal classico cartello di divieto con tanto di articoli di legge e spauracchi di violazione al codice penale e conseguente scarico di responsabilità in caso di danni a carico degli intrusi
Photo: An Cat Dubh
al più classico, ma ormai sfruttato, cartello che indica la presenza di un toro al di là del recinto.

Photo: An Cat Dubh Photo: An Cat Dubh
Sinceramente, nei primi tempi in cui incontravamo questo tipo di cartelli rinunciavamo alla visita del monumento, altre rare volte ci addentravamo guardinghi facendo un passo alla volta e con le gambe pronte alla fuga. Ora abbiamo capito che il cartello non ha quasi alcun significato. In sostanza, se vogliamo raggiungere un monumento prima guardiamo intorno alla ricerca di una persona o di una casa presso cui chiedere il permesso. Se non c'è nessuno entriamo lo stesso.
Nel maggio 2006, però, in tre occasioni abbiamo avuto l'imbarazzante esperienza di incontrare il proprietario del terreno quando ormai avevamo già sconfinato in proprietà privata.
La prima volta accadde il 14 maggio. Il nostro itinerario prevedeva una visita al Carrowcrom Portal Tomb.

Photo: An Cat Dubh
Dopo aver raggiunto il luogo e parcheggiato l'auto ci guardammo attorno ma non vedemmo nessuno. Aprimmo il cancello del bestiame e ci addentrammo nel terreno dove alcuni vitelli stavano pascolando. La tomba era lì in mezzo, bellissima e quasi intatta. I vitelli ci osservavano a distanza ravvicinata. Facemmo le nostre foto e le nostre rilevazioni e proprio mentre eravamo giunti al cancello per uscire, si presentò davanti a noi un uomo. Parlammo per primi e chiedemmo scusa per l'intrusione, spiegando che non avevamo visto nessuno intorno. L'uomo, invece, per nulla infastidito si intrattenne a parlare gioiosamente con noi per diversi minuti e, vista la nostra passione per questo genere di monumenti, ce ne indicò uno praticamente sconosciuto in un altro terreno di sua proprietà. Una chicca esclusiva! Lo ringraziammo e tutto sommato il nostro timore di essere sgridati svanì in un attimo.
La seconda volta avvenne solo 5 giorni dopo durante la visita al Carrigeen Stone Row. Raggiungere il monumento fu una delle cose più difficili che avessimo mai fatto. Parcheggiammo l'auto davanti ad un cancello nel mezzo del niente. Da lì partiva un sentiero che teoricamente avrebbe dovuto portare in cima alla collina. Le piogge intense e incessanti dei giorni scorsi, però, avevano reso il terreno un completo pantano e ci toccava camminare sui ciotoli, quando c'erano, per non affondare nel fango e nel letame, che in quell'occasione avevano lo stesso colore... Il sentiero diventava sempre più stretto e affollato di rovi spinosi ed infine quasi sparì nella vegetazione. Ci vedemmo costretti a proseguire sul versante della collina, arrampicandoci tra spine, letame e fango. I nostri sforzi vennero premiati e dopo circa 500 metri di cammino in condizioni impossibili finalmente le tre pietre erano davanti a noi.

Photo: An Cat Dubh
Non facemmo in tempo a scattare le prime due foto che all'orizzonte vedemmo una figura umana avvicinarsi di gran lena. Ipotizzammo che fosse il proprietario, ma non ci preoccupammo troppo... Almeno fino a quando non ci fu a distanza di voce. Ci chiese, in tono piuttosto rude, che cosa ci facessimo nel suo terreno, chi fossimo e da dove eravamo arrivati. A nulla valse spiegargli del nostro interesse per i bellissimi sassi nel suo campo. Senza troppi giri di parole ci disse che dovevamo andarcene subito e ci indicò perfino la via più breve per raggiungere l'auto senza ripercorrere a ritroso il delirio di fango e spine di poco prima... peccato che la strada più breve incrociasse un classico filo elettrificato...
Due giorni dopo eravamo in contea di Cork e una delle tappe del giorno era la Scranahard Wedge Tomb. Stessa situazione: monumento al di là di un recinto, nessuno intorno. Ma proprio mentre stavamo per slegare la fune che teneva chiuso il cancello sentimmo una voce alle nostre spalle. Un uomo vestito in maniera trasandata stava scendendo un sentiero tra i sassi dalla collina alle nostre spalle. Trasalimmo e chiedemmo scusa. Anche quest'uomo non era infastidito, e dopo la breve spiegazione che gli demmo acconsentì affinchè visitassimo il monumento, ma a patto che lui ci stesse accanto ad osservare tutte le nostre mosse. Contemporaneamente ci chiedeva tutto dell'Italia, del nostro lavoro, del nostro governo. Una continua raffica di domande, espresse in un inglese con un insolito accento scozzese, che ci disturbò la concentrazione e ci costrinse a lasciare il luogo dopo sole tre fotografie.

Photo: An Cat Dubh
In pratica, chiedere sempre il permesso prima di entrare in un terreno privato. E quando non è possibile trovare nessuno, beh, guardatevi le spalle!
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