martedì, 03 aprile 2007

Monumenti megalitici su terreni privati 

In Irlanda il maggior interesse mio e di mia moglie è riposto nei monumenti megalitici, cioè quella famiglia di monumenti presitorici che comprende tombe, cerchi di pietre, allineamenti e standing stones. Purtroppo tali monumenti sono tutti posizionati in terreni privati, in genere pascoli. Terreni recintati all'interno dei quali spesso si può vedere il bestiame, a volte pacifico, a volte meno, come raccontai in questo post. Altre volte il campo è deserto.

Una regola che conosciamo bene è quella di chiedere sempre il permesso al proprietario del terreno di accedere al suo fondo. Ovviamente questo è possibile farlo quando si vede qualcuno nei paraggi. Quando invece non c'è nessuno tutto intorno, non rimane altro che entrare in maniera illecita.
NoticeAlcuni proprietari terrieri hanno escogitato diversi modi per scoraggiare l'ingresso ai cacciatori di pietre nei loro possedimenti, dal classico cartello di divieto con tanto di articoli di legge e spauracchi di violazione al codice penale e conseguente scarico di responsabilità in caso di danni a carico degli intrusi

Photo: An Cat Dubh
al più classico, ma ormai sfruttato, cartello che indica la presenza di un toro al di là del recinto.
Beware of bull 1 Beware of bull 2
Photo: An Cat Dubh                                  Photo: An Cat Dubh

Sinceramente, nei primi tempi in cui incontravamo questo tipo di cartelli rinunciavamo alla visita del monumento, altre rare volte ci addentravamo guardinghi facendo un passo alla volta e con le gambe pronte alla fuga. Ora abbiamo capito che il cartello non ha quasi alcun significato. In sostanza, se vogliamo raggiungere un monumento prima guardiamo intorno alla ricerca di una persona o di una casa presso cui chiedere il permesso. Se non c'è nessuno entriamo lo stesso.

Nel maggio 2006, però, in tre occasioni abbiamo avuto l'imbarazzante esperienza di incontrare il proprietario del terreno quando ormai avevamo già sconfinato in proprietà privata.
La prima volta accadde il 14 maggio. Il nostro itinerario prevedeva una visita al Carrowcrom Portal Tomb.
Carrowcrom
Photo: An Cat Dubh
Dopo aver raggiunto il luogo e parcheggiato l'auto ci guardammo attorno ma non vedemmo nessuno. Aprimmo il cancello del bestiame e ci addentrammo nel terreno dove alcuni vitelli stavano pascolando. La tomba era lì in mezzo, bellissima e quasi intatta. I vitelli ci osservavano a distanza ravvicinata. Facemmo le nostre foto e le nostre rilevazioni e proprio mentre eravamo giunti al cancello per uscire, si presentò davanti a noi un uomo. Parlammo per primi e chiedemmo scusa per l'intrusione, spiegando che non avevamo visto nessuno intorno. L'uomo, invece, per nulla infastidito si intrattenne a parlare gioiosamente con noi per diversi minuti e, vista la nostra passione per questo genere di monumenti, ce ne indicò uno praticamente sconosciuto in un altro terreno di sua proprietà. Una chicca esclusiva! Lo ringraziammo e tutto sommato il nostro timore di essere sgridati svanì in un attimo.

La seconda volta avvenne solo 5 giorni dopo durante la visita al Carrigeen Stone Row. Raggiungere il monumento fu una delle cose più difficili che avessimo mai fatto. Parcheggiammo l'auto davanti ad un cancello nel mezzo del niente. Da lì partiva un sentiero che teoricamente avrebbe dovuto portare in cima alla collina. Le piogge intense e incessanti dei giorni scorsi, però, avevano reso il terreno un completo pantano e ci toccava camminare sui ciotoli, quando c'erano, per non affondare nel fango e nel letame, che in quell'occasione avevano lo stesso colore... Il sentiero diventava sempre più stretto e affollato di rovi spinosi ed infine quasi sparì nella vegetazione. Ci vedemmo costretti a proseguire sul versante della collina, arrampicandoci tra spine, letame e fango. I nostri sforzi vennero premiati e dopo circa 500 metri di cammino in condizioni impossibili finalmente le tre pietre erano davanti a noi.
Carrigeen Stone Row
Photo: An Cat Dubh
Non facemmo in tempo a scattare le prime due foto che all'orizzonte vedemmo una figura umana avvicinarsi di gran lena. Ipotizzammo che fosse il proprietario, ma non ci preoccupammo troppo... Almeno fino a quando non ci fu a distanza di voce. Ci chiese, in tono piuttosto rude, che cosa ci facessimo nel suo terreno, chi fossimo e da dove eravamo arrivati. A nulla valse spiegargli del nostro interesse per i bellissimi sassi nel suo campo. Senza troppi giri di parole ci disse che dovevamo andarcene subito e ci indicò perfino la via più breve per raggiungere l'auto senza ripercorrere a ritroso il delirio di fango e spine di poco prima... peccato che la strada più breve incrociasse un classico filo elettrificato...
 
Due giorni dopo eravamo in contea di Cork e una delle tappe del giorno era la Scranahard Wedge Tomb. Stessa situazione: monumento al di là di un recinto, nessuno intorno. Ma proprio mentre stavamo per slegare la fune che teneva chiuso il cancello sentimmo una voce alle nostre spalle. Un uomo vestito in maniera trasandata stava scendendo un sentiero tra i sassi dalla collina alle nostre spalle. Trasalimmo e chiedemmo scusa. Anche quest'uomo non era infastidito, e dopo la breve spiegazione che gli demmo acconsentì affinchè visitassimo il monumento, ma a patto che lui ci stesse accanto ad osservare tutte le nostre mosse. Contemporaneamente ci chiedeva tutto dell'Italia, del nostro lavoro, del nostro governo. Una continua raffica di domande, espresse in un inglese con un insolito accento scozzese, che ci disturbò la concentrazione e ci costrinse a lasciare il luogo dopo sole tre fotografie.
Scranahard Wedge Tomb
Photo: An Cat Dubh

In pratica, chiedere sempre il permesso prima di entrare in un terreno privato. E quando non è possibile trovare nessuno, beh, guardatevi le spalle!

Postato da: ancatdubh alle 13:29 | link | commenti (8) |